Giuliana Zurru è nata a Gonnosfanadiga nel 1955. Sposata giovanissima, per oltre trent’anni ha lavorato nell’ambito dell’arte sacra conciliando il suo ruolo di mamma e di moglie.
Nel 2003 pubblica “Un secolo di storia Gonnese” La parola agli anziani, una raccolta di racconti sul filo dei ricordi di sua madre e di altri anziani del paese.
Nel 2008, pubblica il suo secondo libro “Cognomi e soprannomi di Gonnosfanadiga” Approfondimenti e curiosità, un lungo itinerario sull’origine dei cognomi gonnesi, sulla loro comparsa nel paese, sui soprannomi e tante altre curiosità legate ai suoi concittadini ed al suo territorio. Nel 2010 esce “Il muro della vita” il cui ricavato è stato devoluto a favore della ricerca medica sulla S.L.A..
PUBBLICAZIONI
UN SECOLO DI STORIA GONNESE, la parola agli anziani (saggio storico, 2003)
COGNOMI E SOPPRANNOMI DI GONNOSFANADIGA, approfondimenti e curiosità (saggio storico, 2008)
Il muro della vita (racconto, 2010) fuori catalogo

Ha compiuto gli studi classici a Cagliari presso il “Liceo Dettori”, conseguendo altresì la laurea in medicina e chirurgia e la specializzazione in cardiologia.
Venanzio Tuveri è nato a Guspini nel 1940. Appena maggiorenne emigra a Milano, dove lavora per circa 25 anni nel settore editoriale. Abbandona gli studi di ingegneria per dedicarsi alla pittura esponendo i suoi primi quadri. Scrive brevi articoli di satira politica per alcuni giornali di provincia. Rientrato in Sardegna a metà degli anni ’90 e ormai in pensione, continua a seguire i suoi interessi e, dato che considera i bambini gli esseri più belli del mondo, inventa delle storie attualissime, divertenti, senza maghi, streghe e lotte estenuanti tra buoni e cattivi.
Il Capitano Giuseppe Tommasi, nacque a Mogoro (Or). Nel 1800 suo padre, Giovanni Battista, di origine campana, si trasferisce a Mogoro dove si sposò. Nacquero così quattro figli, tre di questi parteciparono alla Grande Guerra come ufficiali, Pietrino, Antonio e Giuseppe, due moriranno in guerra.
Gigi Tatti è nato ad Arbus nell’Aprile del 1950. Sin da piccolo ha coltivato con l’aiuto e la guida del padre Attilio, poeta dialettale dilettante, l’amore per la poesia e per le tematiche della cultura sarda. Anche quando la Lingua Sarda era tabù e proibita nelle scuole sarde, ha continuato imperterrito a parlare e a scrivere “In Sardu”, coltivando con gli anni questa passione per la sua lingua.